 Ormai è certo, se non fosse stata per la produzione (la produzione, non il songwriting) dei primi due cd, “Wish I Could Dream Again” e “Arte Novecento” in questo momento staremmo parlando di una band che durante la sua carriera non ha sbagliato una singola nota di quelle che ha registrato. Questo perché, nuovamente, i Novembre hanno donato ai propri fans e al mondo della musica un altro gioiello sotto forma di cd, questo “The Blue” che sicuramente, per quanto mi riguarda, è uno dei dischi dell’anno. Calma, ci vuole molta calma da parte mia per scrivere la recensione di un lavoro del genere. E' troppa l’emozione, rischierei di dimenticare qualcosa, di tralasciare qualche particolare, cosa per altro quasi sicura in un disco, (come del resto tutti di questa band immensa) fatto esclusivamente da particolari che uniti singolarmente l'uno con l’altro come un mosaico compongono opere d’arte sempre più splendenti. Ok, allora andiamo con calma: la prima cosa da sottolineare è quella che questo cd è esattamente la continuazione di quel “Materia” uscito solamente l’anno scorso e che aveva visto il ritorno dei Novembre in studio in una veste parzialmente rinnovata rispetto al passato. In quell’album, infatti, trovammo più parti acustiche, strutture e suoni più rilassati, ancor più sfumati ed “emozionali” di quanto succedeva in un capolavoro come “Novembrine Waltz” e la sensazione era che il gruppo tentasse, quasi riuscendoci, di allontanarsi un po’ dai richiami death e black di “Classica” o di “Dreams D’Azur” (la riedizione, dai suoni stavolta perfetti, del primo “Wish I Could Dream Again”). In questo cd tutti questi aspetti sono stati sviluppati e ancora una volta possiamo dire che c’è stata un’evoluzione che però, paradossalmente, utilizza elementi legati alle esperienze precedenti del combo per realizzarsi. Mi spiego meglio: in “The Blue” troviamo brani che comodamente avrebbero potuto fare parte di “Materia”, ma in questo caso vengono usate ancor di più le chitarre acustiche, anche come contraltare di quelle elettriche in pezzi molto duri e metallici (il giorno che comporrano un cd tutto acustico credo che sarò pronto a morire!); dall’altro lato, tuttavia, rispetto al suo predecessore abbiamo un maggior uso di parti growl, anche se a mio modo di vedere stonano abbastanza in una musica sempre più sognante, passionaria ed evocativa nella quale le clean vocals di Carmelo Orlando funzionano decisamente bene. Altro aspetto da ricordare è quello che le composizioni sono ritornate ad essere praticamente tutte cantate in inglese e che, almeno in un paio di casi, grazie ad accelerazioni repentine in pieno death-style, sembra di tornare indietro di un paio di lustri a pezzi come l’omonima “Novembre” o “Swim Seagull In The Sky”. Unendo questi aspetti si capisce come suoni questo nuovo capolavoro dei fratelli Orlando & co. , perfetto trait d’union tra passato e presente, angoscia ed emozione, lacrime e urla strazianti, sogni e dolorose illusioni. Entrando più nei particolari, si può dire che moltissime delle canzoni qui presenti potrebbero fare parte comodamente di un’eventuale greatest hits del gruppo. Canzoni incredibili come “Triesteitaliana”, “Cobalt Of March”, “Iridescence” e “Nascence” andrebbero insegnate a scuola durante le ore di storia dell’arte e davvero, non trovo neanche razionalmente le parole per descriverle, non ce la faccio. Aggiungiamo il fatto che i Nostri si fanno anche tentare da melodie pop di altissima classe in “Sound Odyssey” e in “Argentic”, ma che il passaggio migliore della loro intera carriera lo troviamo nella parte centrale di “Architheme”, mentre il pezzo migliore è un quasi strumentale come “Zenith”. Avrete capito che ci troviamo di fronte a qualcosa di più di un grande disco. Si, perché questo, ancora una volta, è un disco letteralmente fenomenale, magnifico e irraggiungibile. E ancora una volta, purtroppo, saremo in pochi a comprenderne sul serio la portata e a riceverne e ad assimilarne davvero il contenuto più profondo. Ma ormai è sempre cosi ad ogni uscita di questo gruppo incredibile. Io quando ascolto questa band sono felice, davvero. Riescono ogni volta a mettere in musica i miei sogni o a completare quelli che faccio di notte o che vivo durante il giorno, solo loro sono capaci di tanto. Ed è per questo che, anche se non sono conosciuti come i grandi del metal, per me rimangono i migliori, rimangono quella band che mi fa sentire meglio di tanti altri. Io conosco i Novembre, voi no? Benissimo, io mi sento migliore di voi, e nessuno potrà mai convincermi del contrario. Per l’ennesima volta, GRAZIE NOVEMBRE.
Tracklist: 1.Anaemia 2.Triesteitaliana 3.Cobalt Of March 4.Bluecracy 5.Architheme 6.Nascence 7.Iridescence 8.Sound Odyssey 9.Cantus Christi 10.Zenith 11.Argentic 12.Deorbit
Line Up: Carmelo Orlando: Voce, Chitarra Massimiliano Pagliuso: Chitarra Giuseppe Orlando: Batteria Luca Giovagnoli: Basso
Siti Utili: www.novembre.co.uk http://www.myspace.com/novembre1 Distribuito in Italia da Halidon - www.halidon.it
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