 La band lombarda nasce nel 2000 e, dopo cambi di line-up, riesce a produrre nel 2005 il primo lavoro su disco. Il sound del gruppo abbandona presto il classic metal per approdare agli anni Ottanta del thrash: band di riferimento sono ovviamente Metallica, Testament, Megadeah e tutti quelli del genere. Dopo molte partecipazioni come guest, gli Ancient Dome riescono a trovare un contratto con la Punishment 18 Records e a realizzare il primo album. La prima impressione, ascoltando la traccia iniziale “Ancient Dome”, è di avere tra le mani un bel disco thrash della classica “old school”. Veloce e grezzo, ma con una discreta melodia di fondo e i cori urlati che attestano la volontà del gruppo ("Ancient Dome of thrash, the sound you can’t forget"). La seconda “State Of Regression” è un altro pezzo tirato, ma che suona troppo devoto ai Testament del passato. Inizia da qui una serie di cinque pezzi che compongono “The Human Key Saga”: dopo un brevissimo intro parlato (The Defeat) tocca a “Tyrants”: si rimane sullo stesso binario delle due precedenti tracce, anche se si nota un songwriting più articolato. Più lenta nei primi attimi, “Human Key” si trasforma in un altro pezzo tirato, ma con molti cambi di ritmica, che rendono questo uno dei momenti migliori del disco. La parte centrale è inoltre caratterizzata da assoli e armonizzazioni tra le due chitarre, che vengono riprese nella parte finale in fade-out. Ottima parte strumentale in “Aeons”, brano che spezza a metà i disco: il riff iniziale è molto convincente, le parti di assolo melodiche. Termina questa serie “Fall Of The Dominion”, con la stessa carica delle altre ma con un’attenzione particolare ai cambi e lievemente più intricata. Quasi un lento “Cold September”, grazie alla strofa con chitarra acustica, che si apre per il ritornello e nella parte finale degli assoli. Si cresce come qualità nei successivi due pezzi, dove la band riesce a mescolare in parti uguali potenza e melodia, ma è soprattutto in “Architect Of Dream” che gli Ancient Dome ci mostrano la loro capacità compositiva. Chiude il disco “Total Command”, dove si ritorna al thrash classico in stile primi Metallica. In conclusione, si tratta di un buon album, che sarà la gioia degli amanti intransigenti del genere. Gli Ancient Dome sono dei musicisti in gamba, ma devono forse trovare una loro dimensione: la troppa vicinanza alle band sopra citate fa abbassare l’interesse. Anche per quanto riguarda la registrazione, la band ha ricercato un suono che poteva andare bene venti anni fa: è il caso anche per il thrash di trovare nuova vita. A parte queste osservazioni tecniche, la band è certamente di buon livello: un altro ottimo prodotto nazionale.
Tracklist: 01. Ancient Dome 02. State of Regression 03. The Defeat 04. Tyrants 05. Human Key 06. Aeons 07. Fall of the Dominion 08. Cold September 09. Lost Creature 10. Architect of Dreams 11. Total Command
Lineup: Paolo Porro – Chitarra e voce Alessandro Fontana – Chitarra Matteo Cuzzolin – Basso Giorgio Alberti – Batteria
Sito Ufficiale: www.ancientdome.com MySpace: www.myspace.com/ancientdome
Etichetta: Punishment 18 Records - www.punishmentrecords.com
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