| Titolo articolo: |
13/06/2009 : The Hellbrigade Festival (Codevilla, PV) |
| First posted: |
Mon 22 Jun 2009 |
| Descrizione: |
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Testo:
13/06/2009 : The Hellbrigade Festival (Codevilla, PV)

WHIPLASH ARTILLERY LONGOBARDEATH METHEDRAS BRAIN DEAD ADIMIRON NATIONAL SUICIDE ANCIENT DOME

Lo abbiamo atteso con impazienza. Abbiamo contato nervosamente i giorni che ci separavano da The Hellbrigade Festival per diversi motivi, a partire dalla consapevolezza che questo concerto sarebbe stato l’ultimo evento dedicato alla nostra musica ospitato dal Thunder Road, a causa della chiusura definitiva avvenuta il giorno seguente... Guardando l’insegna dello storico locale sono tornati alla mente parecchi ricordi legati a concerti ed a band viste su questo palco nel corso degli anni: il ritorno dei Dissection, Vader, Arcturus, Carpathian Forest, Rotting Christ e Nevermore, recentemente Sodom e Destruction, tanto per citarne qualcuno. E’ un vero peccato ed un enorme dispiacere perdere questo luogo di riferimento, non solo per la musica metal ma per la musica in generale, dato che il locale spesso ospitava artisti provenienti anche da altri generi. E’ stato davvero triste pensare che da lì a poco l’insegna del Thunder Road sarebbe stata spenta per sempre e che quelle pareti, quel palco che ne hanno viste e sentite di ogni genere diventeranno un semplice magazzino. Bando alle tristezze ora, perché c’è una splendida festa all’insegna del thrash da raccontarvi: oltre ad aver raccolto sullo stesso tabellone un bel numero di ottime band, l’Hellbrigade ha avuto il merito di riportare in terra pavese il nostro caporedattore Alessio “Thor” e sua moglie Maria, latitanti dalle terre longobarde da troppo tempo.

Nonostante tutti i nostri buoni propositi, siamo riusciti ad entrare al Thunder Road solo mentre i varesini Ancient Dome stavano contribuendo ad innalzare la temperatura da girone infernale (non potevamo aspettarci altro all’Hellbrigade...) della sala. Autori di un thrash metal ottantiano che evoca band come Heathen e Testament, la band del cantante e chitarrista Paul convince in pieno grazie ad una prova senza sbavature e ad una manciata di pezzi di valore: avevamo già promosso gli Ancient Dome in sede di recensione, sia per il demo dello scorso anno che per il loro ultimo “Human Key”, ma va detto che dal vivo i Nostri sono ancora più bravi! Tra le bordate sonore riversate su un pubblico non ancora folto citiamo l’ottima “Human Key” e la successiva “Fall Of The Dominion”, prima che la band ci regali “Liar”. Il tempo è tiranno, ma prima di scendere dal palco gli Ancient Dome omaggiano i presenti ed i grandi Testament con una devastante “Into The Pit”: band in gamba e promossa a pieni voti, bravi!

Il cambio palco ci lascia il tempo di uscire dal locale alla vana ricerca di un po’ di frescura... Per fortuna una lieve brezza proveniente dalle colline poco distanti regala un leggero sollievo, anche se il sole non dà tregua: rientriamo giusto qualche istante prima che comincino a suonare i National Suicide, combo trentino già visto in azione in occasione del Play It Loud! atto terzo. E’ uno spettacolo intensissimo e dall’alto tasso adrenalinico quello proposto da Stefano “Mini” e dai ragazzi della band, che riescono immediatamente a fare breccia nei cuori dei presenti! Davanti al palco si scatena un pogo selvaggio, che accompagnerà tutta l’esibizione dei National Suicide, sotto i colpi di un old school thrash metal che rimanda ad Overkill ed Exodus: dal bellissimo album d’esordio - a nostro parere uno dei migliori dischi in assoluto di questa prima metà 2009 - vengono riproposte, tra le altre, una distruttiva “Suck ‘N’ Artillery”, la titletrack “The Old Family Is Still Alive” e l’omonima “National Suicide”. Quando scade il tempo a disposizione dei Nostri rimangono solo macerie fumanti ed ossa ammaccate, per quella che alla fine sarà una delle esibizioni migliori della giornata: band di prim’ordine, da salvaguardare con una legge apposita! Grandissimi!

Il terzo gruppo chiamato a calcare le assi del Thunder Road è quello dei capitolini Adimiron, in piena fase di promozione del nuovo “When Reality Wakes Up”. Già passati su queste pagine qualche anno fa con “Burning Souls”, gli Adimiron hanno abbandonato le sonorità più death oriented degli esordi in favore di un thrash panteriano piuttosto moderno e tecnico, spezzato qua e là da break atmosferici. Tecnicamente validissima, la band è però costretta ad esibirsi di fronte ad uno sparuto capannello di persone: sarà che i gruppi precedenti hanno pesantemente fiaccato le forze dei presenti, sarà per la proposta più articolata e particolare rispetto a quanto ascoltato finora, sta di fatto che gli Adimiron non si perdono d’animo, sfoderando comunque una prova convincente, da cui apprezziamo molto “Das Experiment” e “Wrong Side Of The Town”. Alla prossima, con l’augurio di avere un pubblico un po’ più attento e numeroso di quello di oggi.

"Thrash Metal Old Style": così recitano le magliette dei Brain Dead, che portano direttamente da Ivrea fin qui a Codevilla il loro carico di vecchia scuola che tanto richiama Exodus, Testament e Slayer. Il nuovo album "In The Deep Of Vortex" è uscito da poco per la Punishment 18 Records e i ragazzi ce la mettono tutta per lasciare il segno nel pubblico presente. Nel complesso è buona la prestazione della band, intense in particolar modo le esecuzioni di "Death Illusion" e di "Till The End Of Time", che ci confermano quanto di buono fatto finora. Nel loro curriculum spicca l'esibizione allo scorso Gods Of Metal 2008, che li ha visti vincere il concorso come "best demo" a livello italiano. I Brain Dead sono sicuramente una bella realtà e anche oggi hanno dimostrato di saper picchiare duro!

Hanno da poco tagliato il traguardo del fatidico terzo album e stasera ce ne danno un corposo assaggio con una setlist interamente incentrata proprio su “Katarsis”: tocca ai lombardi Methedras mettere a ferro e fuoco il palco del Thunder Road, impresa relativamente semplice grazie al loro tecnico e furioso thrash death! Rodati da anni di concerti anche al di fuori dei patrii confini (tra cui la prestigiosa apparizione al Wacken 2004), i Methedras danno l’assalto alle orecchie degli ascoltatori attraverso un sound killer, ben valorizzato da suoni all’altezza della situazione, che permettono di godere della botta fornita da brani come gli efficaci “T.D.K.M.”, “Civil War” e ”Flag Of Lie”. Da segnalare, inoltre, la particolare “Slave Your Mind” e la cover di “Killing Peace” dei grandi Onslaught posta in chiusura di un grande show! Menzione di lode per tutta la band, con dei complimenti particolari all’ottimo Claudio, vocalist spettacolare che ci ha letteralmente entusiasmato! Tra i vincitori della giornata, grandi Methedras!

Preceduti da un soundcheck in dialetto milanese, tocca ai Longobardeath salire sul palco in gran forma: nonostante per il caldo disumano non sia l'ingrediente più adatto, ecco che parte subito la "Bonarda Bastarda", seguito a ruota da "Barbapedana 3000" e dall'inno "F.B.L.O.", tutti estratti dal nuovo album. L'atmosfera è calda (anzi caldissima) e i Longobardeath ne approfittano per una scaletta che a questo punto comincia a pescare anche dal passato, sia dal precedente "Polenta Violenta" ("Ul Giacumin Strasciabusecch", "Ul Fradel De L’Amis Del Cugnaa") sia dal vecchio "Ki L'è Dur", da dove viene estratta "Lader": ai tempi, la furia thrash dei Longobardeath era ben più marcata.

Il pubblico apprezza e partono i poghi, che si intensificano durante "L'Ass De Picch", grazie anche ai due guest d'eccezione, Peso dei Necrodeath alla batteria e Andy Panigada dei Bulldozer (ormai pronti a rientrare in pista) alla chitarra. Si prende fiato con "I Vahha Put Hanga", prima di una richiesta direttamente arrivata dal pubblico, cioè "Necro Rapina", e si chiude con la classica "Polenta Violenta", con il pubblico dei Longobardeath impegnato nel pogo e con la solita amichevole irruzione dell'inappuntabile Luca Bernasconi, fotografo di Metal Maniac, che canta il ritornello con Ul Mik. Grande spettacolo ancora una volta, con i Longobardeath "headliner" dei gruppi di casa nostra prima dell'arrivo delle due super-thrash band dall'estero!

Nel frattempo il numero di presenti ha raggiunto il suo massimo: l’area di fronte al palco è quasi piena ed è palpabile la voglia di vedere on stage una delle primissime thrash metal band europee... Stiamo parlando dei danesi Artillery! Recentemente tornata sul mercato con il nuovo ed ottimo “When Death Comes”, la band messa in piedi dai fratelli Stützer nel 1982 non si fa certo pregare e dà il via ad uno show di altissimo livello con “The Challenge”, opener dello storico “Terror Squad”. La risposta del pubblico è entusiasta, il che contribuisce a creare un’atmosfera magica e rovente tra chi sta sopra e chi sta sotto il palco: Søren Adamsen si conferma vocalist di qualità ed è abile nel trascinare i fans in una tempesta thrash attraverso pezzi come la successiva “By Inheritance”, la titletrack dell’ultima fatica in studio, “Khomaniac” e “Cybermind”.

L’efficacia live dei nuovi brani è pari a quella dei pezzi più datati, ed ecco arrivare, proprio da “When Death Comes”, altri due estratti: “Rise Above It All” e “10.000 Devils”, intervallati da “R.I.P. (Beneath The City)”. Gli Artillery finora sono perfetti, totalmente all’altezza del loro nome, con una prova tiratissima all’insegna del sudore e della classe di una band che, a nostro parere, non ha raccolto nella sua carriera quanto avrebbe in effetti meritato. Non è finita però, perché il combo danese conclude il suo show con due acclamatissime canzoni che rispondono al titolo di “Terror Squad” ed “Into The Universe”! Uno spettacolo con i fiocchi quello offerto dagli Artillery, tra i migliori in assoluto insieme a quello dei nostri National Suicide!

Non si è ancora esaurita la fame di thrash metal nei fans accorsi al Thunder Road! Un cambio palco un po’ più lungo del solito ci permette di ritemprare le sudate membra nel fresco notturno, in attesa dell’assalto finale ad opera di un’altra band storica del panorama thrash: arrivano dal New Jersey e si chiamano Whiplash! Una lunga intro ed un bel po’ di nebbia artificiale creano la giusta tensione, spezzata solo dall’entrata in scena del cantante e chitarrista Tony Portaro: le note di “Last Man Alive” scatenano l’inferno sotto il palco! Pogo e stage diving non accennano a diminuire neanche con la successiva ”WarMonger”, raggiungendo anzi il suo apice con il boato che accompagna l’annuncio, da parte di un Tony caricato a mille, della mitologica “Spit On Your Grave”. Il trio americano sprigiona una potenza ed una ferocia devastanti e nel tripudio di gente che vola percepiamo un’anticipazione dal nuovo album “Unborn Again”: il titolo inizia con “Fight” ma non siamo affatto sicuri che sia completo! Ci rituffiamo nel passato della band con “The Burning Of Atlanta” e “Spiral Of Violence”, estratti entrambi da “Ticket To Mayhem” del 1987, prima di un ulteriore passo indietro con “Stage Dive”, opener del mitico “Power And Pain” (1985).

La fatica comincia a farsi sentire e la temperatura ha raggiunto da tempo livelli mostruosi, ma non cala l’intensità dello spettacolo dei Whiplash... Un altro nuovo ed ottimo brano (di questo non afferriamo il titolo) fa da preludio alla doppietta “Last Nail In The Coffin” - “Eternal Eyes”. A questo punto si rende necessario rifiatare e lo spostamento nelle retrovie non ci impedisce comunque di godere della carica distruttiva di questo ensemble: arrivano altri brani nuovi che ben lasciano sperare per il già citato album, mentre la parola “fine” a questo splendido concerto la mettono le immortali “Power Thrashing Death” e “Nailed To The Cross”. Felicemente esausti, ci avviamo verso l’uscita soddisfatti e sicuri di aver partecipato ad uno splendido festival che, oltre ad averci permesso di godere della musica di un paio di gloriose formazioni di caratura internazionale, ha confermato una volta di più la qualità delle nuove leve italiche in ambito thrash: band come Ancient Dome, National Suicide, Adimiron, Brain Dead e Methedras sono delle bellissime realtà, che hanno tutte le carte in regola per competere ad armi pari con molti altri gruppi provenienti dall’estero. Il dovere che abbiamo noi fans è quello di supportare le nostre band, perché musicalmente non abbiamo nulla da invidiare a nessuno! |
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